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    March 26

    Un anno che scrissi "andando e stando"...

    LXXVII Lettera

    Sibilla Aleramo a Dino Campana

    [Firenze] 12 marzo [1917]

    Non vengo, mio povero amore. Perché non posso e perché non voglio. Ma non posso neppure scriverti. Soffro. Sento che nulla è mutato. Nulla in te s'è creato in tutto questo tempo d'orribile oscurità. Forse, anzi certo, perché sei partito a quel modo. Come dunque cedere alla tua chiamata? Dino. Io ho rinunciato a tutto, son già quasi fuori della vita. E non voglio rientrarci vanamente, comprendi? Per la pura gioia di vederti e d'abbracciarti, tanto forte e tanto pura ch'è uguale al sogno, non voglio si ripeta tanto male. Meglio soltanto ricordare, sentendo la morte venire. Io so ricordare la luce. So come ci siamo amati - come non è possibile amare di più in terra, lo e te. Ma il male non lo voglio più. Dovevi partire per guarire, Dino. Che voleva dire rinascere. Ritrovare volontà e fede. Pensarmi, volermi bene. La fede, ora bisognerebbe che la risuscitassi tu in me, ch'era tanta, lo sai! È mai possibile che tu sappia rimaner fermo ora ad amarmi e ad aspettarmi? Per un tempo che assolva tutto il resto? Che tu voglia veramente vivere, per tè e per me? Dino, non posso più sperare, e soffro, soffro, che dirti altro? Ma sono anche felice - di patire cosi, morire cosi d'amore.

    Sibilla.

     

    March 20

    A vecies siento el fragor de las estrellas

    Sarà il vento, che fa molto Sturm und Drang...

    (evviva la voglia di poesia&co)

    sarà la teoria dei croccantini cuor di panna,

    (che si nasconderà mai sotto la granella di nocciole??)

    sarà che è tornato il freddo e ho ripensato alla mia berrettina rossa,

    (che tutti criticano ma sotto sotto è tutta invidia)

    sarà che ho rivisto lo Zenith,

    (e ho realizzato che la mia prossima capatina in corsia è ancora lontana lontana)

    sarà che mi sentivo la febbre,

    (ma forse era tutta suggestione  semeiotica)

    sarà che se ascolto ancora una volta Yellow rischio di perdermi,

    (look at the stars, look how they shine for you)

    sarà che ho ripensato alla teoria dell'abbraccio di Elena...

    perchè quando fuori fa freddo l'unica cosa che vorrei è stare al calduccio,

    con lo sguardo che vaga fuori dalla finestra e che si perde nella tempesta,

    mentre me ne stò lì, al sicuro, 

    Sicuro come dovrebbe essere un abbraccio,

    forte e sicuro di sé,

    di te,

    dovrebbe tenerti con sè, proteggerti e scaldarti,

    avvicinarti al cuore di qualcuno

    farti sentire a casa,

    farTi sentire.

    Nasconderti dal mondo ma anche permetterti di affrontarlo senza paura,

    darti energia, darti sicurezza,

    a volte sarebbe persino capace di trasmettere affetto

    Affetto

    dovrebbe lasciarti libero di essere fragile e di appoggiare il capo sul petto di un altro

    un altro che non sarebbe più Altro da noi.

    E' un contatto, senza barriere, senza ostacoli

    pelle a pelle, cuore a cuore, testa a cuore...

    perchè a volte abbiam la testa nel cuore e il cuore nella testa...

    e quelle braccia che ci tengono e trattengono finirebbero per diventare parte di noi.

    Forse gli abbracci così esistono solo nelle favole,

    eppure quando ho abbracciato davvero

    e mi sono davvero lasciata abbracciare mi sono sentita da favola...

    senza draghi da sconfiggere o torri da scalare...

    (Rileggendo il post del 5 febbraio del  Proff e pensando alla Francia...)

     

     

    March 11

    Saturday lake fever

    Vento che sbuffa,Alice che guida...
    Radio che suona,voci che si mescolano...
    Un cameriere invadente,freddo alle mani,racconti di domani...
    Telefono che suona,voci dall'altra parte del filo...
    Lago calmo,stelle limpide...
    Welcomed to the new world baby...
    Frasi spezzate e ricordi ricomposti...
    Progetti di vacanze e voglia di mare...
    Cappuccinoinoinoino come a Eivissa...
    Passeggiata sul lungo lago, Alice che dirige il traffico...
    Foto improbabili, modalità notte attivata...
    Progetti di fuga,scherzoni al cartello stradale...
    e infine ritorno...
     
     
    E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante
     
     
     
    March 01

    Esta mañana en una esquina del jardín he enterrado mi corazón

    Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
    Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
    Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
    Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
    Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
    Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
    Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
    Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
    Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
    Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
    Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
    Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
    E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
    immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
    assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
    Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
    Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
    Verità, non prestarmi troppa attenzione.
    Serietà, sii magnanima con me.
    Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
    Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
    Chiedo scusa al tutto, se non posso essere ovunque.
    Chiedo scusa a tutti, se non so essere ognuno e ognuna.
    So che finché vivo niente mi giustifica,
    perché io stessa mi sono d’ostacolo.
    Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
    e poi fatico per farle sembrare leggere.
     

    (Wisława Szymborska)

     

    Non so se esista il per caso...

    se capiti di leggere qualcosa che esprima più di quanto io stessa abbia capito del mio stato d'animo attuale,

    se capiti di fare discorsi sul niente e ritrovarci un tutto,

    se capitino, capitino solamente, le cose,

    se è solo il destino che bussa alla nostra porta

    o se siamo noi a cercare di trovare la porta del destino.

    Forse questa settimana dovrei chiedere scusa per la distanza o per l'assenza, 

    perchè ho cercato un cucchiaino per dare da bere al deserto ma,

    forse ingenuamente,

    ho davvero pensato che potesse nascere una piantina.

    Forse dovrei dire,

    ma basta sapere che ci sarebbe qualcuno pronto ad ascoltarmi

    per farmi cambiare umore.

    Tant'è, basta una volta e non lo scordi più...

    Forse oggi dovrei dire solo Grazie....

    Questo è un post senza fili...senza ali, come i miei strani ragionamenti di oggi ...

    Il mio Grazie Elena è per te.