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日志


9月29日

Fazer a diferença

E' bello essere ringraziati, forse è paragonabile alla sensazione che si prova quando, nonostante la malefatta, si viene perdonati...e proprio come il perdono,il ringraziamento procura un certo imbarazzo.
Non si sa bene che dire, non si sa se basti un bel prego e non si è nemmeno totalmente sicuri di meritarsi davvero il "Grazie", un po' come quando qualcuno ci fa' un complimento  e non sappaimo bene dove sia il confine tra la modestia che ci porta a minimizzare e l'amor proprio che ci porta  a ingigantire.
Un "Grazie" può essere spiazzante, inaspettato...soprattutto se si crede di non aver fatto molto, di non aver fatto abbastanza...perchè nel momento del bisogno non ho saputo avere la formula magica per risolvere la situazione, non ho saputo essere la persona giusta al momento giusto e magari ho potuto solo aspettare che la tempesta passasse.
Eppure c'è chi sa ringraziare semplicemente perchè gli ho permesso di satre sotto il mio stesso ombrello : la pioggia era troppo insistente,il vento troppo violento e le lacrime troppo fitte per poter essere distinte una per una, ma l'ombrello era comunque un piccolo riparo.
A volte basta esserci, condividere la tristezza sotto lo stesso impermeabile o sorridere da lontano per le gioie altrui...conta esserci, esserci lì, per quel qualcuno,senza pretendere di cambiare le cose o di risolvere, a volte senza nemmeno avere la pretesa di poter capire fino in fondo...
 
Special thanks to Elena...una delle poche persone che non dice "Grazie",ma "Ti ringrazio"...una delle poche espressioni che sa fare la differenza...

Offeso...

Dillo pure che sei offeso
da chi distrugge un entusiasmo
da chi prende a calci un cane
da chi è sazio e ormai si è arreso
da tutta la stupidità
chi si offende tradisce il patto
con l'inutile omertà
rimane senza la protezione
del silenzio, dell'assenso
del "tanto dobbiamo sopravviverci
qui dentro"
Quando vivere diventa un peso
quando nei sondaggi il tuo parere
non è compreso
quando dire amore diventa sottinteso
quando la mattina davanti al sole
non sei più sorpreso
Offeso
Dillo pure che sei offeso
dalle donne che non ridono
dagli uomini che non piangono
dai bambini che non giocano
dai vecchi che non insegnano
se hai qualcosa da dire dillo adesso
non aspettare che ci sia un momento
più conveniente per parlare
Quando vivere diventa un peso
quando nei sondaggi il tuo parere
non è compreso
quando dire amore diventa sottinteso
quando davanti al sole la mattina
non sei più sorpreso
dillo pure che sei
offeso...
9月22日

FOCALIZZA,FOCALIZZA!!

Quero, terei
Se não aqui,
Noutro lugar que inda não sei.
Nada perdi.
Tudo serei...
 
...E così un consiglio dato così, da una Cinzia un po' preoccupata e forse un po' inconsapevole del peso che avrebbero saputo avere le sue parole, cambiò la linea dell'orizzonte, aumentò l'area di Panum...e mi sembrò che tutto potesse cambiare...
9月19日

Atteggiamento....

...Perchè è l'atteggiamento che conta...
...almeno  così posso vivere serenamente il pre battaglia...
e poi quel che dev'essere sia...
 
9月14日

Sentire d'essere noi le sole stelle sbagliate in questa immensa perfezione serale

...Aprire gli occhi e morire in un fruscio di farfalla
neanche il tempo di una ninna nanna;
l'idiozia della luna, la follia di sognare,
la sterminata noia che prova il mare;
e a questa assurda preghiera di parole, musica, colori,
che Gli continuiamo a mandare,
non c'è nessuna risposta,
salvo che è colpa nostra e che ci dovevamo pensare...
 
 
9月10日

Accidenti!

...Mia piccola Amélie lei non ha le ossa di vetro, lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro PERCIO' SI LANCI, ACCIDENTI A LEI!
 

Quando tutte le parole sai che non ti servon più...

Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vora dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no"...
 
Non so se poi alla fine il cuore, anche se senza un pezzo, torni a battere come prima, più di prima.
Quando vedi le lacrime scendere piano piano, o quando provi quella strana felicità di rivedere chi da tanto tempo non tenevi più con te...quando un gesto cambia l'equilibrio di una serata ... quando una telefonata di due minuti ti scalda il cuore come mai avresti pensato, quando guardi fuori dal finestrino e vedi le persone passarti accanto, solo accanto...ti chiedi cosa sei disposto a lasciare andare, se sei davvero disposto a lasciarti davvero essere.
...Ritorovarsi a guardare una strana piscina riflettere le immagini, vedersi lì, sbigottiti e in bilico tra felicità e insoddisfazione,ma  non capire in quale direzione si sta andando.
Consolare qualcuno è davvero possibile? O forse farsene una ragione è davvero impossibile?
Ogni passo in una direzione cambia le cose,magari scegli di prendertela comoda, o corri pensando di raggiungere il tempo che hai perso, magari ti sdrai un po' in attesa che il traffico cali...magari aspetti, aspetti troppo o insegui un vecchio incidente di percorso cercando di afferrare una constatazione amichevole che ormai non ha più senso fare...perchè ormai è passato, è solo Passato...e invece ti sembra di essere ancora lì...
9月7日

Eres mi estrella...

...come una fotografia
che un giorno sai era mia
ma ora non c’e’ piu’
forse l’hai trovata tu

che non ti sei arreso
e sei sospeso
come un campo di stelle
che e’ la’ dietro la collina
e la notte di prima
sara’ una nuova mattina
 
Rivoglio Cala Vadela, anzi no Cala Moli, il cappuccinoinoino, le stelle che sembrano vicine vicine e....
 
9月6日

Extraordinary abilities

E' raro che ci si chieda perchè si è felici,sembra invece più normale chiedersi,
chiedere cosa c'è che non va quando si è tristi.
In un certo senso ogni delusione,ogni piccola grande sconfitta,ogni lacrima,
ogni turbamento richiede di essere riconosciuto,curato,coccolato.
Quando siamo malati vogliamo che tutto si fermi, che tutti riconoscano il nostro stato,
anzi a volte si esasperano i sintomi per poter ottenere qualche privilegio,
come quando ci si ostina a dare qualche colpo di tosse per evitare qualche fatica.
Credo che lamentarsi serva, per lo meno un po', per liberarsi la mente, per alleggerire il cuore...
anche se per farlo dobbiamo dare un pezzetino del nostro malcontento ai nostri malcapitati ascoltatori...
Quindi può, o non può, subentrare anche il disagio perchè si costringe qualcuno ad ascoltare,
a capire e soprattutto a condividere l'insoddisfazione che ci tormenta...
Insomma un circolo vizioso di tutto rispetto che conduce inevitabilmente
alla decisione di tornare a rimboccarsi le maniche...
di tornare a tentare con in tasca un pizzico di speranza e anche di incoscienza...non si può mai sapere come andrà a finire...
(supported by Elena,Lucia, Cinzia,Alessia,Valentina...thanks)
 
9月5日

Today there is nothing left to say...

Esistono solo relazioni mutevoli fra variabili mutevoli.

Poiché le variabili sono tante, ciascuna ha elevata complessità, e poiché le relazioni

fra le variabili sono tante,

e ciascuna relazione ha elevata complessità,

non è possibile conoscere tutte le variabili e tutte le relazioni

tra queste, ma se ne conosce solo una parte.

Tale parte, appena afferrata nel suo contenuto, muta.

La conoscenza dunque nasce morta, poiché conosce ciò  che è già cambiato.

Eppure viviamo, agiamo, sulla base di sistemi provvisori e incerti di relazioni tra variabili.

Ora, accade a un certo punto che l'individuo non ce la fa più a sostenere

 il peso interiore di una tale  complessità e cerca sollievo e assoluto

 in una qualche prospettiva unificante:

una religione, un'ideologia, un amore, uno stile di vita.

Insomma o si cerca una prospettiva unificante (o annichilente che è lo stesso), o

 si interiorizza la complessità.

(Volevo solo dormirle addosso)

 

Non so se la conoscenza sia morta, anzi sicuramente non la penso così.

E' vero che ci sono sempre un mare di possibilità, magari che non ci servono,

perchè ci servirebbe proprio quella scelta che non compare, come quando in un test a crocette vorresti

avere l'opzione altro.

Non so se si possa avere una teoria intercambiabile per comprendere tutto,

una filosofia di vita che si adatti sempre e comunque ...

io sono per interiorizzare la complessità e lasciare che x sia x, non y... 

9月1日

Che dire?

Quando la terra era piatta e le nuvole fatte di fuoco e le montagne arrivavano fino al cielo, qualche volta anche più in alto, le persone vagavano per la terra come grandi fusti che rotolavano. Avevano due paia di braccia e due paia di gambe. Due visi facevano capolino da una testa gigante. Potevano guardare tutto intorno e parlare mentre leggevano, e non sapevano niente dell'Amore.
Tutto questo era prima dell'origine dell'Amore.
Allora esistevano tre sessi. Uno aveva l'aspetto di due uomini, incollati schiena contro schiena. Li chiamavano figli del Sole.
Simili per forma e circonferenza erano le figlie della Terra. Esse avevano l'aspetto di due ragazze arrotolate l'una dentro l'altra.
E i figli della Luna, sembravano una forchetta dentro un cucchiaio. Erano un pò Sole e un pò Terra, un pò figlio e un pò figlia.
Gli Dei si spaventarono della loro forza e del loro coraggio, allora Thor disse: "Li ucciderò con il mio martello, come ho ucciso i Giganti".
Ma Zeus disse: "No, userò il mio fulmine come una forbice, come quando ho tagliato le gambe alle balene, e trasformato i dinosauri in lucertole". Poi raccolse qualche fulmine, scoppiò in una risata e disse: "Li dividerò in due, li taglierò a metà".
Nubi tempestose si raccolsero in cielo e divennero grandi palle di fuoco. Poi il fuoco piombò giù, sotto forme di fulmini, lame scintillanti di un coltello, e tagliò la carne dei figli del Sole e della Luna e della Terra.
Un Dio indiano cucì la ferita formando un buco, e strinse tutto intorno all'ombellico per ricordarci il prezzo che paghiamo. E Osiride e gli Dei del Nilo fecero venire un uragano, per sparpagliarli dappertutto in un turbinio di vento e pioggia, in un mare di ondate.
Se non facciamo i bravi ci taglieranno di nuovo e noi staremo su un piede solo e guarderemo con un solo occhio. ( dal cielo si sentì: "Rifiutami e sarai dannato" ).
L'ultima volta che ti ho visto eravamo appena stati divisi in due,
tu guardavi me e io guardavo te.
I tuoi modi mi erano familiari, ma non riuscivo a riconoscerti perché avevi il sangue sul viso, e io avevo il sangue sugli occhi.
Ma avrei giurato dalla tua espressione
che il dolore nel profondo della tua anima
era lo stesso che sentivo io nel profondo della mia.
Questo è il dolore, scava una line dritta dentro il cuore.
Noi lo abbiamo chiamato Amore.
Ci siamo abbracciati stretti e abbiamo tentato di tornare uniti.
Noi stavamo facendo l'Amore, facevamo l'Amore.
Era una sera buia e fredde tanto tempo fa.
Per la mano possente di Giove ecco la triste storia di come siamo diventati creature solitarie e a due gambe.
E’ la storia dell'origine dell'Amore.”
(Hedwig la diva con qualcosa in più)

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