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    June 22

    L'amore necessario, lettura on air

    L'amore ha i suoi differenti toni,i suoi variegati registri, non sta quasi mai in silenzio.
    Non è taciturno, ma parla, strepita, canta, inveisce.
    Ferisce, non solo l'orecchio.
    L'amore talvolta è violento, non è solo l'infante Cupido con le sue frecce, lievi come una punta di spillo, che accendono nella carne un'eccitazione leggera, quasi un prurito. L'amore può essere forte e solido come quello di Vulcano, che forgia catene; forte e irruento come quello di Marte, che prepara alle guerre...ha mille nomi e mille tipi di frecce, l'amore.
    E potrei descrivertele tutte, ad una ad una, ma oggi cerco il vero volto del mio amore per te, un amore diverso dagli altri che ho conosciuto.
    Tanto diverso, che a volte mi pare addirittura che non sia Amore, ma un altro lo spirito, o il demone, che mi legata a te, nel modo tormentato di un vincolo che insieme scelgo e subisco.
    Se ogni amore ha una sua propria musica, il nostro a volte risuona stranamente vuoto, cavo.
    E' un amore privo di vibrazioni, non rimansa echi, ha piuttosto la potenza silenziosa della forzadi attrazione di una calamita.
     
     
     
     
    Questo gioco ti impegnera solamente 3 minuti.
    Provalo, ti spaventera. La persona che lo ha spedito
    dice che il suo desiderio si e realizzato 10 minuti dopo averlo letto.
    Ma niente inganno! Questo gioco ha strani e spaventosi risvolti.
    Non leggere in anticipo, ma nell'ordine, punto per punto.
    Ci vorranno 3 minuti, e credimi, ne vale la pena.
    Prendi carta e penna.
    Scendi un rigo alla volta. Non leggere oltre, rovineresti tutto.

    1. Scrivi i numeri da 1 a 11 in una colonna.

    2. A fianco ai numeri 1 e 2, scrivi 2 numeri a tua scelta.

    3. Vicino ai numeri 3 e 7, scrivi il nome di una persona di sesso opposto.
    Due nomi diversi, ovviamente, di persone che conosci bene, e
    nel farlo, segui il tuo primo impulso.

    Non leggere oltre in anticipo, o non funzionera.

    Piano piano...

    4. Scrivi il nome di tre persone
    vicino ai numeri 4, 5 e 6.

    Non barare, sarebbe un peccato.

    5. Scrivi 4 titoli di canzoni vicino ai numeri 8, 9, 10 e 11.

    6. Finalmente, esprimi il tuo desiderio.

    Qui si trova la chiave del gioco...

    1. Devi parlare di questo gioco ad un certo numero di persone (il
    numero che si trova vicino al 2).

    2. La persona in terza posizione è quella che ami.

    3. La persona in settima posizione è qualcuno che
    apprezzi molto, ma con la quale non funziona.

    4. La persona in quarta posizione è qualcuno a cui
    tieni veramente molto.

    5. La persona in quinta posizione e quella che ti
    conosce veramente a fondo.

    6. La persona da te messa in sesta posizione è il tuo
    porta fortuna (lucky star).

    7. La canzone in ottava posizione è quella che si
    associa con la persona numero 3.

    8. Il titolo in nona posizione è la canzone per la
    persona in settima.

    9. La canzone in decima posizione è quella che meglio svela
    il tuo spirito.

    10. La canzone in 11 è quella che rivela i tuoi sentimenti
    rispetto alla vita.

    Copia questo intervento nel tuo blog, durante l'ora
    che ne segue la lettura.
    Se lo farai, il tuo desiderio si realizzerà.
    Se non lo farai, succederà l'opposto.
    Davvero strano, ma pare che funzioni!
    May 31

    In love

    Jovanotti on air
     
    E' strano ritrovare la propria voce in una canzone,
    rincorrerla e poi sorprendersi di quanto le parole possano assomigliarci.
    E' come ritrovarsi lì, in un tempo indefinito,
    dove la felicità non conosce fine o,
    peggio,
    dove la nostra malinconia può cullarci all'infinito
    fino ad assorbire una parte della nostra anima.
    Ascolto e riascolto,ma,
    mai come ora,
    le canzoni non bastano,
    non bastano più a decifrare il mio cuore.
    Ora la musica è solo mia:
    è quella sintonia,
    sinfonia,
    d'emozione che non ci sta in un pentagramma.
    E' lì, tra le fibre del mio cuore
    che suona e risuona
    fino a farmi scoppiare il cuore:
    il mio, il tuo, il nostro.
     

     
    August 13

    Tenderness, sweet tenderness

    Cos’è un bacio?

    Saran forse due labbra che si stringono la mano, due labbra che si scambiano i convenevoli tipici del primo incontro,

    due labbra che si fermano a chiacchierare e si raccontano la giornata?

    Cos’è un bacio se non il racconto di quello che vuoi, di quello che volevi,

    di quello che non sai ancora di volere?

    Il racconto di te, di me, di noi.

    Cos’è se non una scossa tellurica che speri attraversi la schiena altrui?

    Cos’è se non un insieme di particelle che ti trapassano da parte a parte?

    Esiste qualcos’altro se non quelle labbra, quella bocca…la tua, la mia?

    In quel momento senti: hai gli occhi chiusi, forse li apri ogni tanto, solo per dare una sbirciatina

    e per capire se sia tutto reale.

    Non sai esattamente dove mettere le mani, se tenerle lungo i fianchi, tuoi o altrui,

    se cingere l’altro in un abbraccio o perderti tra i suoi capelli, sulle sue guance.

    Nel bacio sei completamente perso, ti perdi e cerchi qualcuno che ti ritrovi, ma non troppo.

    Emozione, fremito che ti accompagna, che ti guida, che ti abbraccia.

    Cerchi qualcosa.

    Non sai dove, come, non sai nemmeno perché eppure protendi le labbra,

    le appoggi e ce le lasci lì, come se ci fosse il super attack con te.

    Il bacio è ricerca, la gioia di una scoperta ma anche il sapore dolce amaro di una perdita.

    Cos’è un bacio?

    Un intermezzo, un modo per stare più vicini, semplicemente un atto tra due persone, un piccolo atto condiviso?

    Baciarsi non è ridurre qualcosa a un atto, non è cercare una spiegazione.

    Troppo spesso si cercano risposte, il bacio insegna ad avere cura della domanda.

    E’ trasporto, è scintilla, è dolce movenza, lento dondolio di labbra,

    placida sabbia che ti scivola tra le dita ma anche onda anomala che aspetta di essere cavalcata.

    E’ l’occhio del ciclone, immoto movimento di aria, vento che scuote ma è incapace di muoverti.

    Eppur ti smuove.

    Il bacio ti immobilizza lì, ma ti smuove dentro: piano piano la goccia scava nella roccia, arriva lì al nodo del seno e lo scalza.

    Il bacio è presa di potere, è battito ectopico che insegna al tuo cuore cos’è la fibrillazione.

    Sono impulsi che partono all’impazzata e vengono condotti, tutti.

    Sempre.

    Sono io che lo definisco o è lui che mi da una forma, che modella quello che sono, quello che provo,

    quello che non so?

    Baciare è non sapere, è istinto, è insensato protendersi verso il baratro.

    Sono farfalle nello stomaco, briciole di pane all’angolo della bocca che se ne stanno beffarde e sorridenti

    a ricordarti quanto buono era la tua focaccia.

    Baciarsi è prendere quelle briciole e farle diventare nuovo pane, nuova linfa.

    E’ anche avere già il pane infornato e aspettare che piano piano arrivi il momento del gusto.

    E’ gusto, è sapore nuovo, è sensazione che si mescola, ma che non perde la sua identità, se mai la ritrova.

    E’ impazienza, è voglia di conquista, è un castello scalato ma torre ancora non raggiunta.

    E’ lenta spedizione verso territorio straniero, ma forse non nemico.

    E’ corsa frenetica contro vento, è una salita troppo ripida, che se ti giri diventa discesa.

    E’ movenza, è danza lenta, è abbraccio serrato, è respiro mozzato.

    E’ colore: è il rosso delle labbra, è il buio di due occhi chiusi che vedono lampi di luce.

    E’ fiamma: s’accende, m’accende e non sa spengersi.

    E’ divertimento, è gioco, è un piacevole dispetto sussurrato a fior di labbra.

    E’ urlo di emozione e grido soffocato da un’altra bocca che, impavida, ti afferra.

    E’ un’ insostenibile leggerezza che ti rende incredibilmente te stesso.

    Baciarsi è un verbo, un verbo che so coniugare solo all’infinito.

     

    (elenco incompleto frutto di una reazione di ipersensibilità...)

     

    Mille anni e poi mille
    Non possono bastare
    Per dire
    La microeternità
    Di quando m'hai baciato
    Di quando t'ho baciata
    Un mattino nella luce dell'inverno
    Al Parc Montsouris a Parigi
    A Parigi
    Sulla terra
    Sulla terra che è un astro.

    Como una herida en el corazón que no me duele

     

        Il a mis le café                                             
        Dans la tasse
        Il a mis le lait
        Dans la tasse de café
        Il a mis le sucre
        Dans le café au lait
        Avec le petit cuiller
        Il a tourné
        Il a bu le café au lait
        Et il a reposé la tasse
        Sans me parler
        Il a allumé
        Une sigarette
        Il a fait des ronds
        Avec la fumée
        Il a mis les cendres
        Dans le cendrier
        Sans me parler
        Sans me regarder
        Il s'est levé
        Il a mis
        Son chapeau sur sa tête
        Il a mis
        Son manteau de pluie
        Parce qu'il pleuvait
        Et il est parti
        Sous la pluie
        Sans une parole
        Sans me regarder
        Et mois j'ai pris
        Ma tête dans ma main
        Et j'ai pleuré.

     

     

    April 22

    Fuori dalla teina!

    Nonostante
    le chiamate d'emergenza
    i gadget rubati
    le rivelazioni che non s'han da fare
    le scale
    i tacchi e gli attacchi
    gli incontri sul cucuzzolo della montagna
    la spia che si accende
    il quarto d'ora accademico
    il varesino che dilata le pupille
    le rotaie
    il tempo che si ferma
    il prosciutto e le uova
    le 5 pizzette
    i 10 centesimi
    l'estraneo estraniante
    la mancanza del quarto moschettiere
    profili noti e ignoti
    le somiglianze
    (le belle somiglianze)
    le cuffie fuori stagione
    le petenfie
    la battuta poco edificante
    i progetti in prospettiva
    e quelli in retrospettiva
    (progettiamoci il passato)
    i cambi di residenza
    i tour seicenteschi da fare
    e da non fare per il bene comune
     
    è
    stata
    una serata
    nondimeno
     
    è
    stata
    una
    bella
    serata. 
     
     
     
    April 17

    Pre uni, pre ice cream, pre green eyes...

    Un gabbiano artiglia l'orizzonte prima
    che si rapprenda.
    Dopo le otto è deserto
    il lungomare. Il blu irrompe
    nel confine
    oltre il quale prende fuoco una stella.
     
    (Josif Brodskij)
     
     
     
     
    I wish
    I could
    Fly
    April 04

    Me, myself and Pessoa...

    She loved me because Love
    loves but the imperfect things
     
    (Il violinista pazzo)
     
    Giornata stramba, ma pur sempre preambolo dell'inizio delle vacanze
    e dell'atmosfera pre-compleanno.
     Giornata di deliri, di tavoli di compensato cedevoli, di chiacchiere senza senso, di bigami,
     di balletti del cervello, di sogni  spagnoli,
    di voglia di Barcellona,di progetti progettosi,di telefonate lamentose,
     di endocrinologi perplessi
    ( ma non preoccuparti Elena, la pazza farneticante sono io!),
    di gente che non risponde all'appello,
    di sorrisi e mezzi sorrisi, di lacrime amare e di paranza,
    di ritorno in macchina cullata dall'acqua frizzante,
    di Oasis e di Giovanne che richiamano all'ordine,  di look back in anger stemperati da Damiano
    che cerca  di farmi da valvola di sfogo,
    paziente e divertente come sempre, di felicità perchè gli scogli altrui sono stati superati
    e perchè presto anche Elena affronterà e sconfiggerà il suo riccio,
    di progetti, di regali e di compleanni di venerdì,
    di caffè e aranciata( ma quant'era che non bevevo la Fanta???),
    di telefono che squilla quando non dovrebbe e non squilla in caso di wish...
    ma la giornata non è ancora finita...
    non ancora.
    April 01

    Yesterday,all my troubles seemed so far away

    Lying in my bed I hear the clock tick and think of you
    Caught up
    in circles confusion is nothing new
    Flash back
    arms nights almost left behind
    Suitcase of
    memories

    Time after
    Sometime you picture me
    I'm walking too far ahead and you're callin' to me
    I can't hear what you've said, then you say, "Go slow, I fall behind"
    The second hand unwinds
    If you're lost you can look and you will find me
    Time after time
    If you fall I will catch you I'll be waiting
    Time after time
    If you're lost you can look and you will find me
    Time after time
    If you fall I will catch you I'll be waiting
    Time after time
    After my picture fades and darkness has turned to gray
    Watching through windows you're wondering if I'm okay
    Secrets stolen from deep inside the drum beats out of time
    If you're lost you can look and you will find me
    Time after time
    If you fall I will catch you I'll be waiting
    Time after time
    You said "God slow, I fall behind"
    The second hand unwinds
    If you're lost you can look and you will find me
    Time after time
    If you fall I will catch you I'll be waiting
    Time after time
    If you're lost you can look and you will find me
    Time after time
    If you fall I will catch you I'll be waiting
    Time after time

     

    Più sento Patty Smith cantare più mi sembra che sia la colonna sonora di ieri sera...

    Thanks to Lucia, Alice, Cinzia, Emanuela, Lara e...tutti gli altri;)

    March 26

    Un anno che scrissi "andando e stando"...

    LXXVII Lettera

    Sibilla Aleramo a Dino Campana

    [Firenze] 12 marzo [1917]

    Non vengo, mio povero amore. Perché non posso e perché non voglio. Ma non posso neppure scriverti. Soffro. Sento che nulla è mutato. Nulla in te s'è creato in tutto questo tempo d'orribile oscurità. Forse, anzi certo, perché sei partito a quel modo. Come dunque cedere alla tua chiamata? Dino. Io ho rinunciato a tutto, son già quasi fuori della vita. E non voglio rientrarci vanamente, comprendi? Per la pura gioia di vederti e d'abbracciarti, tanto forte e tanto pura ch'è uguale al sogno, non voglio si ripeta tanto male. Meglio soltanto ricordare, sentendo la morte venire. Io so ricordare la luce. So come ci siamo amati - come non è possibile amare di più in terra, lo e te. Ma il male non lo voglio più. Dovevi partire per guarire, Dino. Che voleva dire rinascere. Ritrovare volontà e fede. Pensarmi, volermi bene. La fede, ora bisognerebbe che la risuscitassi tu in me, ch'era tanta, lo sai! È mai possibile che tu sappia rimaner fermo ora ad amarmi e ad aspettarmi? Per un tempo che assolva tutto il resto? Che tu voglia veramente vivere, per tè e per me? Dino, non posso più sperare, e soffro, soffro, che dirti altro? Ma sono anche felice - di patire cosi, morire cosi d'amore.

    Sibilla.

     

    March 20

    A vecies siento el fragor de las estrellas

    Sarà il vento, che fa molto Sturm und Drang...

    (evviva la voglia di poesia&co)

    sarà la teoria dei croccantini cuor di panna,

    (che si nasconderà mai sotto la granella di nocciole??)

    sarà che è tornato il freddo e ho ripensato alla mia berrettina rossa,

    (che tutti criticano ma sotto sotto è tutta invidia)

    sarà che ho rivisto lo Zenith,

    (e ho realizzato che la mia prossima capatina in corsia è ancora lontana lontana)

    sarà che mi sentivo la febbre,

    (ma forse era tutta suggestione  semeiotica)

    sarà che se ascolto ancora una volta Yellow rischio di perdermi,

    (look at the stars, look how they shine for you)

    sarà che ho ripensato alla teoria dell'abbraccio di Elena...

    perchè quando fuori fa freddo l'unica cosa che vorrei è stare al calduccio,

    con lo sguardo che vaga fuori dalla finestra e che si perde nella tempesta,

    mentre me ne stò lì, al sicuro, 

    Sicuro come dovrebbe essere un abbraccio,

    forte e sicuro di sé,

    di te,

    dovrebbe tenerti con sè, proteggerti e scaldarti,

    avvicinarti al cuore di qualcuno

    farti sentire a casa,

    farTi sentire.

    Nasconderti dal mondo ma anche permetterti di affrontarlo senza paura,

    darti energia, darti sicurezza,

    a volte sarebbe persino capace di trasmettere affetto

    Affetto

    dovrebbe lasciarti libero di essere fragile e di appoggiare il capo sul petto di un altro

    un altro che non sarebbe più Altro da noi.

    E' un contatto, senza barriere, senza ostacoli

    pelle a pelle, cuore a cuore, testa a cuore...

    perchè a volte abbiam la testa nel cuore e il cuore nella testa...

    e quelle braccia che ci tengono e trattengono finirebbero per diventare parte di noi.

    Forse gli abbracci così esistono solo nelle favole,

    eppure quando ho abbracciato davvero

    e mi sono davvero lasciata abbracciare mi sono sentita da favola...

    senza draghi da sconfiggere o torri da scalare...

    (Rileggendo il post del 5 febbraio del  Proff e pensando alla Francia...)

     

     

    March 11

    Saturday lake fever

    Vento che sbuffa,Alice che guida...
    Radio che suona,voci che si mescolano...
    Un cameriere invadente,freddo alle mani,racconti di domani...
    Telefono che suona,voci dall'altra parte del filo...
    Lago calmo,stelle limpide...
    Welcomed to the new world baby...
    Frasi spezzate e ricordi ricomposti...
    Progetti di vacanze e voglia di mare...
    Cappuccinoinoinoino come a Eivissa...
    Passeggiata sul lungo lago, Alice che dirige il traffico...
    Foto improbabili, modalità notte attivata...
    Progetti di fuga,scherzoni al cartello stradale...
    e infine ritorno...
     
     
    E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante
     
     
     
    March 01

    Esta mañana en una esquina del jardín he enterrado mi corazón

    Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
    Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
    Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
    Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
    Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
    Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
    Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
    Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
    Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
    Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
    Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
    Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
    E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
    immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
    assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
    Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
    Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
    Verità, non prestarmi troppa attenzione.
    Serietà, sii magnanima con me.
    Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
    Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
    Chiedo scusa al tutto, se non posso essere ovunque.
    Chiedo scusa a tutti, se non so essere ognuno e ognuna.
    So che finché vivo niente mi giustifica,
    perché io stessa mi sono d’ostacolo.
    Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
    e poi fatico per farle sembrare leggere.
     

    (Wisława Szymborska)

     

    Non so se esista il per caso...

    se capiti di leggere qualcosa che esprima più di quanto io stessa abbia capito del mio stato d'animo attuale,

    se capiti di fare discorsi sul niente e ritrovarci un tutto,

    se capitino, capitino solamente, le cose,

    se è solo il destino che bussa alla nostra porta

    o se siamo noi a cercare di trovare la porta del destino.

    Forse questa settimana dovrei chiedere scusa per la distanza o per l'assenza, 

    perchè ho cercato un cucchiaino per dare da bere al deserto ma,

    forse ingenuamente,

    ho davvero pensato che potesse nascere una piantina.

    Forse dovrei dire,

    ma basta sapere che ci sarebbe qualcuno pronto ad ascoltarmi

    per farmi cambiare umore.

    Tant'è, basta una volta e non lo scordi più...

    Forse oggi dovrei dire solo Grazie....

    Questo è un post senza fili...senza ali, come i miei strani ragionamenti di oggi ...

    Il mio Grazie Elena è per te.

    February 03

    Elena, V e...Napo

    Il cavaliere V non va mai in vacanza.
    Noi comuni mortali abbiamo bisogno di prenderci delle pause, ma V no.
    Lui non è un comune mortale.
    Lui non è come tutti noi.
    Lui è V.
    Ed è così che ogni Suo problema diventa Il Problema.
    Mai mettere i bastoni tra le ruote  a V, soprattutto mai cercare di conquistare la Sua donna, l'unica che lui abbia mai amato.
    La sola che mai amerà.
    Forever&ever.
    Malcapitata spettatrice di tutto ciò è stata Elena, da sempre amica del cavaliere OHHH.
    La donzella aveva però osato pensare di poter tenere nascosto a V l'esistenza di Napo.
    Napo, novello Cirano della bassa, tutto riccioli e Guccini, aveva fatto della bella OHHH la sua Rossana e, sprezzante del pericolo(solo se fosse stato Ken Shiro avrebbe quantomeno avuto la possibilità di salvarsi...) la corteggiava dinnanzi a tutti, palesandole il suo amore.
    La bella OHHH sembrava però non disprezzare il tutto anzi, ogni volta andava in brodo di giuggiole.
    I problemi erano dunque due: come osava Napo mettersi tra V&OHHH e, soprattutto, perchè OHHH apprezzava il corteggiamento?
    Quando V giunse alla formulazione di questo fondamentale quesito mise Elena con le spalle al muro.
    La povera donzella non potè nulla e nè l'aiuto di un pinguino dell'acquario di Genova  nè la prova di coraggio di Giacomo, che osò infilare la mano nella vasca delle razze, poterono salvarla dal confronto.
    Nessuno avrebbe potuto farlo.
    ...
     
    January 31

    Me,myself and the Argonauts

    Mi sei tornata in mente guidavo in autostrada e ho dovuto fermare l'auto. Ho fermato l'auto non potendo fermare i pensieri, se avessi potuto fermare i pensieri avrei proseguito, ma tanto avrei ripreso a pensarti appena uscito dal casello.
    E anche in questo caso i pensieri mi avrebbero seguito fino a casa e sarei rimasto tutta la notte a pensarti, magari chiuso nel garage.
    Così mi sono fermato quì. Piove e la radio suona.
    Cioè qualcuno ha suonato, tanti anni fa, e adesso la radio trasmette quello che è stato registrato allora.
    Volevo dirti.
    Anzi voglio dirti, ma non posso dirti, posso solo dire perchè tu non ci sei, anzi posso solo pensare perchè dire, cioè parlare ad alta voce, così, da solo, mi spaventa.
    Diciamo che, anzi dico che, anzi penso che:
    Se tu fossi qui ti direi...
    Ma se tu fossi qui non direi nulla, ti guarderei amoroso e perduto...
    ...
    Potrei chiamarti al cellulare ma so già che la tua voce sarebbe fredda, cioè non è che sentirei freddo all'orecchio, sarebbe il tono della tua voce a raggiungermi l'animo, la tua indifferenza, eppure avrei tante cose da dirti.
    E se quel cellulare, magicamente ci facesse tornare vicini in una notte di pioggia, anzi di piovono, potrei dirti che ti amo e basta, senza divagazioni.
    ...
     
    Che bello leggere queste cose...
    Lost in bennilandia...
    Me,myself and Divago...
     
     
     
     
     
    January 14

    Just take my hand...

    Nella tua testolina c'è di sicuro una manopola segreta, mi aveva detto, un interruttore  comandato da un cervello birichino. Clic, lo giri e si accende una luce nei tuoi occhi. Clic, lo rigiri e la luce si spegne. La mia ambizione maggiore è che io possa arrivare fino a quell'interruttore, essere io ad accendere i tuoi occhi.
     
    (Jarmila Ockayovà)
     
     
    E' stata una settimana strana, eppure piena.
    Sarà merito delle 4 ore di chiacchiere con Elena, che han fatto sì che tornassi a casa più ricca, meno sopraffatta dalle lezioni universitarie, meno schiacciata dalla routine che, prima o poi, ritorna a rubare ritmo alle mie giornate.
    Non so, ma sapere che dall'altra parte c'è qualcuno che ti ascolta davvero e non semplicemnete qualcuno che riflette quello che gli dici in funzione di quello che sa lui...è confortante.
    E' confortante sapere che c'è chi ha le tue stesse paure, le tue stesse angosce e persino qualcuno di quelli che tu stessa consideri essere i tuoi punti deboli...qualcuno che ha la curiosità di sbirciare nel tuo mondo....senza lasciarsi paralizzare dalla paura di non trovare quello che cerca o di non sapersi far trovare...qualcuno che sa tenderti la mano....aspettando che tu la prenda o accettando il tuo bisogno di pensarci su prima di farlo...
    Non so, parlando della mia teoria delle castagne, delle colpe...vere o presunte di Elena...mi sono ritorvata a pensare che non sempre sia necessario dire che ci dispiace.
    Non sempre è necessario arrivare al mea culpa: a volta alla controparte basta sapere che noi potremmo farlo.
    Non sempre è necessario chiedere a qualcuno di saltare nei cerchi di fuoco per noi, o per lo meno a me basta sapere che c'è chi lo farebbe per me e con me e tanto basta..non voglio personcine bruciacchiate sulla coscienza...
    Altre volte invece è proprio...troppo necessario fare ammenda....ma questo è solo un semino lanciato,che ha bisogno di terreno per crescere.
    Perdonare, essere perdonati....a volte basterebbe considerare lo sforzo che ci costa dichiarare di aver sbagliato per perdonare,considerare che voler bene significa anche saper dire mi dispiace.
    ...non sono fra quelli che pensano che amare voglia dire non dire mai mi dispiace...
    Questo perchè solitamente i rapporti sono sempre sbilanciati, c'è sempre chi è un cicinino più avanti o chi non sarà mai sulla nostra lunghezza d'onda e così, cercando di rincorrere chi ci sta dinnanzi o aspettando chi sta per arrivare capita di cadere, di inciampare, di sbagliare strada.
    Tutto per cercare di avere i tempi di chi ci sta accanto: per prendere un ritmo che non ci appartiene dovrà essere pur concesso essere, almeno per un attimo, sopra o sottotono...
    Ci si sforza di prendere la nota giusta, ma non sempre è nelle nostre corde:certe cose sono innate, fanno parte di noi e non si possono cambiare e forse incontrare qualcuno che non ci considera anioni incapaci di colmare il vuoto d'amore lasciato dagli ioni potassio, ci rende più fiduciosi, più pronti a metterci in gioco, più curiosi di conoscere e di farci conoscere per quello che realmente siamo e non per quello che sarebbe bello poter essere.
    Il dislivello che c'è in ogni rapporto in fondo non è una disgrazia: la tragedia è quando non c'è, quando non c'è più movimento di ioni, di cariche.
    E' bello sapere che c'è qualcuno che ha il nostro stesso modo di sentire, almeno per certi versi, ma è altrettanto bello confrontare le proprie paure e le proprie gioie con chi ha un altro modo d'essere...perchè sempre d'Essere si tratta.
    E' così che ci si confronta, è così che possiamo amplificare la gioia e rendere piccolo piccolo il dolore...è cosi che l'area di Panum si amplia...
    è così che gli occhi sbrilluccicano...
     
     
     
    January 06

    Le meraviglie della comunicazione non verbale...

    "Ti adoro" pensa.
    Ma non ha il coraggio di dirglielo.
    Glielo sorride e basta.
    (Matteo B. Bianchi)
     
    Looking for an earthquake...
    Waiting for an electric shock...
     
     
    January 01

    Per sognare più forte

    Una volta qualcuno mi ha chiesto se fosse davvero possibile essere felici per gli altri o, almeno, per uno di questi altri.

    Oggi, per la seconda volta mi trovo a risponderle che non solo è possibile, ma accade più spesso di quanto ci si possa immaginare.

    Quando vedi gli occhi di qualcuno brillare grazie a una lucina che sa scaldargli il cuore allora non ti azzarderesti nemmeno a pensare di poterla spegnere, anzi vorresti metterti a distanza di sicurezza per non turbare il paesaggio, pronto a fare lo sgambetto a chiunque si permetta di mettere le cose in discussione.

    Vorresti trovare la formula magica che permetta a quegli occhi di continuare ad essere sereni, contenti, semplicemente felici.

    Non c’è niente che vuoi rubare, niente di cui ti vuoi appropriare, niente che vuoi nascondere e tenere solo per te.

    La cosa più sconvolgente è che tutto questo accade quando chi c’è dall’altra parte vorrebbe donarti un pezzo delle sue emozioni per far si che i tuoi occhi possano almeno per un attimo brillare.

    Vorrebbe renderti partecipe e teme di ferirti palesando così, senza pudore, la gioia che prova.

    La Felicità altrui non toglie, anzi aggiunge, moltiplica, come una eco che si sente lontana eppur vicina…perché quando si smette di invidiare, di volere la Felicità altrui, solo allora si può arrivare a capire che non c’è niente di male a dire la Felicità perché è solo così che possiamo seminare la speranza negli altri.

    La speranza che le cose succedano non solo nelle favole, ma anche davanti ai nostri occhi e nei nostri occhi.

    Ti dà una possibilità, la Possibilità che la Tua Felicità sia lì, basta tenderle la mano e aguzzare lo sguardo.

    La Fiducia in quello che sarà domani.

    Perché la Felicità ha i suoi ognuno…sta  a noi, sta solo a noi lasciare che trovi in noi uno di questi ognuno.

    ...

    Vedere i giardini vicini fiorire mi mette ancora più voglia di seminare…

    Aspettando che i primi timidi germogli si schiudano

    ...

    C'è bisogno di aguzzare la vista,
    per capire quali sono gli amici;
    bisognerebbe restare svegli
    per scoprire tutti i nemici.

    Ci vorrebbe un paio di scarpe nuove
    per partire, per scappare lontano
    e poi seguire una traccia sbagliata,
    perdersi meglio
    e non tornare più indietro.

    Non c'è bisogno di una foto ingiallita
    per vedere quanto siamo cambiati,
    non c'è bisogno

    Bisognerebbe fermarsi in tempo,
    non aver fretta, ma rallentare;
    bisognerebbe solo ascoltare

    o, ancora meglio, cambiare canale

    C'è bisogno di stare attenti

    nell'osservare la nostra storia,
    guardarsi indietro e poi capire
    che
    c'è bisogno di più memoria


    Si, c'è bisogno!

    Ci vorrebbe una muta di corde nuove
    per suonare sempre scordati
    ,
    c'è bisogno di nuove canzoni
    con parole per sognare più forte


    Bisognerebbe fare sogni grandiosi
    oltre la noia e le nevrosi,
    avere cura, avere pazienza
    di tutta quanta l'intelligenza


    Si, c'è bisogno!
    C'è bisogno!
    Si, c'è bisogno!

    (Modena City Ramblers “Ramblers Blues”)

     

     

    GRAZIE Cinzia

     

    December 15

    ...

    ...
     
    Principe, ormai tutto è perduto, tutto è travolto dal vento, abbiamo perduto tutto.
     
    Principessa, non esiste una cosa nella tua vita per la quale valga la pena perdere tutto?
     
    ...
    December 06

    Istantanea di istanti...

    Giornata iniziata di corsa e finita nella penombra della foschia milanese...
    con un autista d'eccezione...e 7 compagni di ventura....
    cose di cui si sente la mancanza anche se sono pezzettini di vita che so essere nuovi...
    ed ora so essere miei...
    sentire, sentirsi, nonostante il freddo, nonostante il traffico, nonostante la strada, nonostante le voci un po' mescolate, i discorsi e i discorsoni....
    i discorsoni che mi mancavano....
    i pezzettini che mi ero persa e quelli che so di essermi ormai conquistata...
    la voglia di non perdere davvero niente, niente,niente....
    la consapevolezza che niente lo sarà...
    la goia di trovarsi, di ritrovarsi, di scoprire e di lasciare intravedere qualcosa....
    essere abbandonata ma sapere che a distanza ravvicinata c'è chi veglia su di me...
    quindi andare, senza preoccupazioni...
    tra un brindisi, una canzone e una risata nuovi....
    tra gente che torna, gente che fugge lontano eppure non sa che lontano non troverà nulla...
    tra magnifiche personcine che sanno esserci sempre...
    tra tutto e niente, ma tra quel tutto che vuol dire anche troppo...
    eppure trovare la sintonia...
    perchè è intutile, si sente...
    si sente quando qualcuno guarda lo stesso pezzettino di cielo con te....
     
     
     
    November 08

    A veces siento el fragor de las estrellas...

    Me gustaría escribir
    Como si cantara como si bailara
    Como si subiera y bajara
    Una escalera cualquiera
    En una ciudad cualquiera
    Me gustaría escribir
    Como si durmiera como si jugara
    No escribo yo sin embargo
    Sino el otro el que verdaderamente
    Canta y baila sube y baja
    Una escalera cualquiera
    En una ciudad cualquiera
    Siempre rodeado de espuma
    De palpitantes objetos rosados
    Que sollozan y que gozan
    Siempre provisto de una pluma
    Una hoja de papel inmaculado
    Miserable criatura
    Que parece de carne y hueso
    Porque respira tose se desespera
    Escribe versos sombríos
    Sin razón y sin sentido
    Vetustos adjetivos y verbos
    Que ya nadie conjuga
    Que hace millares de años
    Eran quizás estrellas
    Que ahora son palabras
    Puntos comas y latidos
    Quizás poesía...
    (Eielson)
    ...Sarà Elena che ha voglia di spagnolo ma non lo può dire, sarà che ho letto che alcune specie di ranocchi si stanno estinguendo perchè la temperatura si è alzata troppo, sarò che guardo il cielo e mi sembra sempre troppo lontano....sarà che penso all'ombra del colosseo e  tutto mi sembra avere più senso...sarò che ripenso alla Spagna...
    sarà...
     
    November 02

    nada saiu à palavra

    Sorpresa

    dopo tanto

    d'un amore
    Credevo di averlo sparpagliato

    per il mondo
    (Ungaretti)
     
    L'ermetismo è sempre, dannatamente la cosa migliore...perchè più scavi e più acqua zampilla anche se la sorgente è ancora lontana...o troppo vicina per  essere vista...
    A volte però non serve scavare...è tutto lì, candidamente disposto davanti a i nostri occhi, pronto a strapparci una lacrima o un sorriso....parole che arrivano dritte al cuore perchè ormai conoscono bene la strada...non han paura di perdersi, non temono i detti e i non detti...dicono e basta, come se fosse la cosa più naturale del mondo...